Category Archives: materiali

Gioco di squadra: il corso a Trieste

Il 19 e 20 novembre 2012 un modulo del corso Gioco di squadra è approdato a Trieste, grazie all’associazione ALT che lo ha proposto gratuitamente alla cittadinanza.  Abbiamo realizzato 2 incontri.

Nel primo ho parlato di opportunità e rischi del web e dei Social Media e di come genitori e insegnanti, sviluppando una cultura digitale condivisa con gli adolescenti possono fare emergere le opportunità d’uso (che sono i reali anticorpi a un uso sbagliato e pericoloso della Rete), mentre nel secondo ho spiegato concretamente come usare Facebook e come impostare l’adeguato setting sul proprio profilo e su quello dei propri figli. Come sempre i miei laboratori e consulenze partono dal presupposto che è nell’aumento della consapevolezza e in un uso personale efficace dei mezzi che possiamo crescere con loro e non subirli, sia a livello professionale che familiare.

Ecco le slides del mio percorso triestino. Per tutti coloro che c’erano e per quelli che sono interessati a saperne di più. Se rappresentate una scuola (pubblica o privata), un’associazione o un Comune e siete interessati a questo progetto, contattatemi via mail [francesca.sanzo[@]gmail.com]

Narrare la propria identità online

[dal mio blog francescasanzo.net]

Le slides del mio intervento di lunedì 12 novembre 2012 presso l’Informagiovani del Comune di Bologna.

Obiettivo: raccontare ai giovani che si affacciano sul Mercato del lavoro (età 20-28 anni) come definire la propria identità online in modo da costruire una narrazione di se efficace per valorizzare i propri punti di forza. read more »

Questionario per la giornata di formazione 15/9/12 a Faenza

Stiamo vicini ai nostri figli quando sono on line: Risorse utili

 

foto in Licenza CC -fonte: /nicksee/

Esistono sistemi di gestione efficace del proprio browser in modo da accompagnare i propri figli minori a un uso consapevole della Rete con qualche necessaria REGOLA.

Configuriamo il controllo parentale su Windows

[Per farlo dobbiamo creare ACCOUNT DIFFERENTI (Admin e Utente) andando nel Pannello di controllo]

Consente di

  • limitare le ore di accesso
  • definire i giochi a cui possono accedere
  • definire i programmi che possono eseguire
[fonte Windows]

Lo stile nel web: netiquette e scrittura on line

Sono comportamenti contrari alla netiquette, e talvolta sanzionati dagli abuse desk: inviare spam, effettuare mailbombing e l’eccessivo cross-posting e/o multiposting sui newsgroup di Usenet. Anche l’invio di e-mail senza un oggetto è una cosa poco rispettosa nei confronti del destinatario. Molti ricevono per lavoro decine o anche centinaia di e-mail al giorno: se tutte non avessero un oggetto sarebbe quasi impossibile definire una priorità con la quale leggerle, questo ovviamente con notevole disagio per chi dovesse ricevere i messaggi.

Particolarmente scorretto è anche l’invio o l’inoltro di e-mail a un gran numero di persone (per esempio a tutto il proprio indirizzario) inserendone gli indirizzi nel campo “To:” (in italiano “A:”). In questo modo tutti gli indirizzi, spesso privati, sono mostrati apertamente a tutti i destinatari, con una implicita violazione della privacy. Non solo: se un computer fra quelli dei destinatari è infettato da virus che utilizzano la posta elettronica per diffondersi, tutti gli indirizzi inseriti nel messaggio possono essere catturati dal virus e usati come destinatari di messaggi infettati.

[fonte Wikipedia]

  • Se vuoi segnalare un evento fallo usando i canali opportuni (comunicato stampa inviato a magazine, creazione evento su facebook) e NON INFILTRANDO blog o siti con lo stesso messaggio (Cross posting). read more »

Adolescenti e facebook: qualche guida on line

Guida: Social Media e Minori

http://support.google.com/plus/bin/answer.py?hl=it&answer=2463002

Facebook, aumentano i casi di insonnia tra gli adolescenti

http://www.ilmessaggero.it/tecnologia/hitech/facebook_aumentano_i_casi_di_insonnia_tra_gli_adolescenti/notizie/195171.shtml

Tra gli adolescenti italiani, Facebook e gli smartphone sono ormai “fenomeni di massa”. Sono infatti 8 su 10 i tredicenni che hanno il profilo su Facebook (un anno fa erano il 10% in meno). E seper l’Autorità per le Tlc ormai il 30% dei telefonini italiani va su internet, molti sono in tasca agli adolescenti: il 65% del campione ne possiede uno. Il fenomeno emerge dall’indagine “Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti” della Società Italiana di Pediatria, che avverte come in città i comportamenti a rischio siano maggiori.

Progetto Navigare Sicuri (Telecom Italia)

http://navigaresicuri.telecomitalia.it/

Guida al buon uso della Rete

http://www.assemblea.emr.it/assemblea-legislativa/struttura-organizzativa/istituti-di-garanzia-diritti-e-cittadinanza-attiva/difensore-civico/doc/Guida_per_i_genitori_sui_rischi_del_web_e_del_cellulare.pdf

 

Alfabetizzazione ai Social Media: Twitter

Che cos’è

Secondo gli ideatori di Twitter, non si tratta di un Social Network ma di un Information Network. 

“Twitter is for news. Twitter is for content. Twitter is for information”. (fonte Tagliablog)

Differenze d’uso con Facebook

Facebook è biunivoco e si basa sul concetto di reciprocità:  c’è una bacheca chiusa, in cui puoi seguire ed essere seguito solo da utenti “amici”  e le due pratiche coincidono, mentre Twitter no. Non necessariamente chi segui coincide con chi ti segue, o viceversa. Proprio per questo motivo Twitter permette una maggiore serendipity, ovvero offre l’opportunità di venire a contatto anche con informazioni e notizie che non stavamo cercando ma che ci accorgiamo essere di nostro interesse. L’interfaccia di Twitter è semplice e il flusso di post non è interrotto da applicazioni, giochi e pubblicità.

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Alfabetizzazione ai Social Media: Facebook

Facebook è il social network più popolare nel mondo.

Facebook è stato fondato il 4 febbraio2004 da Mark Zuckerberg all’epoca studente diciannovenne presso l’università di Harvard, con l’aiuto di Andrew McCollum e Eduardo Saverin. Per la fine del mese, più della metà della popolazione universitaria di Harvard era registrata al servizio. A quel tempo, Zuckerberg fu aiutato da Dustin Moskovitz e Chris Hughes per la promozione del sito e Facebook si espanse all’Università di Stanford, alla Columbia University e all’Università Yale. Questa espansione continuò nell’aprile del 2004 quando si estese al resto della Ivy League, al MIT, alla Boston University e al Boston College. Alla fine dell’anno accademico, Zuckerberg e Moskovitz si trasferirono a Palo Alto in California con McCollum, che aveva seguito uno stage estivo alla Electronic Arts. Affittarono una casa vicino all’Università di Stanford dove furono raggiunti da Adam D’Angelo e Sean Parker.

Per poter usufruire del sito, occorre prima registrarsi. Per la registrazione è necessario fornire alcuni dati: nome, cognome, data di nascita e indirizzo email. Il sito chiarisce che l’inserimento obbligatorio della data di nascita serve esclusivamente «per favorire una maggiore autenticità e consentire l’accesso ai vari contenuti in base all’età». Una volta registratosi, l’utente può procedere a creare il proprio profilo personale. È possibile inoltre aggiungere altri utenti tra i propri amici, prendere parte a dei gruppi in base ai propri interessi, scambiarsi messaggi di posta o tramite una chat, condividere immagini video ed altri contenuti ed utilizzare varie applicazioni presenti sul sito.[5]

Per personalizzare il proprio profilo l’utente può caricare una foto, chiamata immagine del profilo, con la quale può rendersi riconoscibile. Può inoltre fornire ulteriori informazioni, come la città di nascita e quella di residenza, la scuola frequentata o il proprio datore di lavoro, l’orientamento religioso e quello politico, la propria situazione sentimentale e molte altre.

[fonte Wikipedia]

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Alfabetizzazione ai social media: i blog

Cos’è un blog?

[fonte Wikipedia]

Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero “diario in rete[1]. Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer, del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale RobotWisdom per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby; coniò la parola weblog per descrivere la lista di link del suo sito. Nella primavera del 1999 invece Peter Merholz propose l’abbreviazione blog sul suo sito Peterme.com.

In questa fase col termine weblog o blog ci si riferiva esclusivamente a liste di link, o meglio a commenti a liste di link (un tipo di informazione molto utile per gli utenti prima della diffusione dei motori di ricerca); oggi siti di questo tipo sono praticamente quasi tutti inattivi. Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog; tra i più utilizzati: Bloggerwordpress.comblogsomeIl CannocchialeIo BloggoBlogdropsNoibloggerLiberoLiveJournalWindows Live SpacesMySpaceSkyrock.

Tra il 2002 e il 2007 i blog godono di un periodo di grande fortuna comunicativa, addirittura di sopravvalutazione perché ritenuti fortemente rivoluzionari dal punto di vista della comunicazione e dei rapporti sociali: Giuseppe Granieri addirittura parla di Generation blog (generazione blog) intitolando così un suo libro. read more »

Social media e Content curation

Elenco di risorse on line e non

 

Gli strumenti di Google per la Content Curation e per la promozione e guadagno.

L’era della Content Curation

Sempre di più la Rete viene utilizzata per seguire notizie, imparare, formarsi, conoscere e condividere interessi. Gestire le proprie passioni attraverso il web, ascoltando, raccontando, condividendo contenuti propri e di altri è uno degli aspetti di quella che oggi chiamiamo Content Curation, ovvero la possibilità di seguire un contenuto e vedere come si sviluppa su blog, social media, gruppi, e come possiamo occuparci della cura dei contenuti prodotti da noi ed eventualmente guadagnarci.

Alla seconda lezione del corso di Alfabetizzazione ai Social media parleremo di…

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Corso di alfabetizzazione ai social media: il primo questionario

Lunedì 2 aprile partirà il corso di Alfabetizzazione ai Social Media presso l’associazione Sinergia dei Soli.

Ecco il primo questionario con cui voglio raccogliere un po’ di sollecitazioni dagli iscritti
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Blogger di classe: I “pezzi” di un blog

Di quali “pezzi” strutturali è composto un blog? Cosa sono la testata, la sidebar, le categorie e i tag?

Ha avuto inizio oggi alle scuole Dozza il laboratorio di co-creazione del blog. Partiamo con un excursus per capire di cosa stiamo parlando! Ecco le slides della lezione.

Perché usare Twitter

(fonte: francescasanzo.net)

[Quello dei Social Media deve essere un uso consapevole e di ognuno occorre distillare le caratteristiche perché dialoghino con i nostri obiettivi interni]

 

Twitter

Premetto che questo articolo si basa solo sulla mia esperienza e sulla sperimentazione diretta.

A me Twitter piace moltissimo: ha qualità intrinseche che lo rendono molto apprezzabile sia per il personal branding che per la gestione della comunicazione dei clienti.

Twitter  permette di seguire un flusso di post informativi (max 140 caratteri) dei propri followers e di coloro che vengono rilanciati da chi hai deciso di seguire (non necessariamente le persone che segui coincidono con quelli che ti seguono). Per saperne di più sul funzionamento meccanico e le specifiche tecniche, rimando alla ottima pagina di Wikipedia.

Secondo gli ideatori di Twitter, non si tratta di un Social Network ma di un Information Network. 

“Twitter is for news. Twitter is for content. Twitter is for information”. (fonte Tagliablog)

Differenze d’uso con Facebook

Facebook è biunivoco e si basa sul concetto di reciprocità:  c’è una bacheca chiusa, in cui puoi seguire ed essere seguito solo da utenti “amici”  e le due pratiche coincidono, mentre Twitter no. Non necessariamente chi segui coincide con chi ti segue, o viceversa. Proprio per questo motivo Twitter permette una maggiore serendipity, ovvero offre l’opportunità di venire a contatto anche con informazioni e notizie che non stavamo cercando ma che ci accorgiamo essere di nostro interesse. L’interfaccia di Twitter è semplice e il flusso di post non è interrotto da applicazioni, giochi e pubblicità.

Tag e hashtag

I TAG (@) e HASHTAG (#) permettono di condividere con altri e aggregare tematicamente informazioni in maniera molto rapida ed efficace. L’hashtag, in particolare, offre numerose possibilità di tematizzazione che si sono rivelate utili in molte occasioni.

I Tag (@) servono a coinvolgere altri nella conversazioni, chiamandoli in causa per citarne un articolo o per chiedere un parere. Ad es.: @ciccio ha scritto un bellissimo post qui: ….. Quando menzioni qualcuno attraverso un tag, a lui arriva una segnalazione e ti può ringraziare per averlo fatto.

Gli Hashtag (#) diventano dei veri e propri aggregatori istantanei di contenuti e informazioni e vengono molto apprezzati durante il live blogging di eventi o per manifestazioni di cittadinanza attiva on line. Quando un hashtag è usato contemporaneamente da molte persone, diventa un tema di tendenza condiviso nella sidebar di destra e che può essere seguito e scoperto da chiunque. Funzionano come potente motore di ricerca che crea parole chiave dal basso.

Come lo uso io

Attraverso gli hashtag locali mi informo su quanto viene scritto sulla mia città: eventi, news, riflessioni politiche. Mi basta inserire nel form per la ricerca #Bologna o collegarmi alla lista delle mie ricerche salvate per poter accedere direttamente al flusso di post tematizzati.

Seguo i temi di tendenza in Italia e nel mondo in modo da farmi un’idea generale di quelli “caldi” per potermi informare in diretta.

Twitter è stato recentemente fondamentale durante l’alluvione in Liguria e in particolare a Genova. Attraverso una serie di hashtag che si erano imposti nel momento, tutti abbiamo potuto seguire in diretta il drammatico evolversi degli eventi e – cosa più importante – i genovesi si sono scambiati informazioni fondamentali su quello che stava succedendo in città e su dove occorreva aiuto o era meglio non transitare.

In maniera molto significativa, è stato  proprio il Comune a invitare la popolazione ad aprire la propria rete wi-fi casalinga per permettere a tutti di  twittare rapidamente attraverso il proprio dispositivo mobile. Esistono infatti varie App (sia per I phone che per Android) che permettono di installare direttamente sul proprio smart phone twitter. E’ di qualche giorno fa la notizia che in questi giorni si sia imposto l’hashtag #veniteagenova per favorire la ripresa della città e che i cittadini stessi presenti su twitter stiano promuovendo eventi per richiamare turismo e farla rinascere, in una sorta di Proloco autoorganizzata dal basso.

Un hashtag molto interessante è #opencamera con cui alcuni deputati di vari schieramenti politici fanno la cronaca di tutte le sedute parlamentari e dialogano con quanti la seguono.

Individuare un hashtag efficace che scala la classifica ha alcuni vantaggi di comunicazione che non sottovaluterei:

  1. permette di aggregare contenuti in maniera tematica in una rete allargata di persone che – altrimenti – non saprebbero dell’esistenza gli uni degli altri, ne’ comunicherebbero tra loro.
  2. fa emergere temi altrimenti sommersi all’ordine del giorno non solo di chi li ha già tra i propri interessi e scopi, ma anche tra chi non ne sa nulla. Per alcune questioni, come per esempio quelle legate agli stereotipi di genere che vengono sempre derubricate a notizie di serie B, potrebbe essere uno strumento di grande efficacia per aumentare la consapevolezza intorno all’urgenza di discuterne e risolverle. Io sto patrocinando il progetto Un hashtag per i femminismi.

I contenuti dei propri followers possono essere retwittati, ovvero condivisi e rilanciati sulla propria bacheca, a disposizione di altri che possono rilanciarli a loro volta e contemporaneamente venire a conoscenza della fonte.

Twitter si basa sulla credibilità di chi posta: come spesso accade in rete, la nostra fiducia nella persona (o Ente) si trasforma in una specie di garanzia ed è più facile che un contenuto rilanciato da qualcuno che stimiamo o che ha interessi simili ai nostri, diventi rilevante anche per noi, nel rumore di fondo prodotto costantemente sul web.

Le liste

Puoi aggiungere le persone che segui a liste e seguire a tua volta le loro liste. Si tratta di un’ ulteriore ripartizione tematica che rende più efficace la tua ricerca (per saperne di più leggi l’articolo su Twitterando)

Strategie di posizionamento sui Social Media: perché usare anche Twitter e con quali specificità

Facebook si è imposto come Social Network per eccellenza, ma anche questo è uno stereotipo di comunicazione che banalizza la potenzialità dei Social Media.

Un’azienda o chiunque voglia posizionarsi al meglio in rete, rafforzando la propria identità e comunicando la propria etica può farlo anche usando Twitter.

Io consiglio di procedere in questo modo:

  1. Contenuti: l’identità si comunica attraverso contenuti efficaci, interessanti e che migliorino la qualità della vita (o almeno della conoscenza) delle persone, contribuendo con un plus informativo. E’ quello che io chiamo il digital storytelling, ovvero il racconto condiviso dell’identità che passa attraverso la rete e genera empatia e identificazione. I contenuti devono avere un supporto specifico (blog, sito aziendale).
  2. Rete: ogni entità (persona, azienda) è inserita in un’area tematica, un orizzonte di interessi e obiettivi ed è in quella che si deve posizionare, aumentando la propria conoscenza attraverso i contributi degli altri e rendendo disponibili i propri agli altri. Condividere link interessanti, risorse e creare una narrazione fatta anche dei propri interessi e del dialogo proficuo che nasce con chi si occupa di temi analoghi è sinonimo di volontà di miglioramento continuo fatto di ascolto e relazione. Tessere la rete è quindi uno dei valori fondamentali per una sana e robusta comunicazione in rete.
  3. Presenza sui Social Media: essere su Facebook e Twitter non DEVE ESSERE un must. Prima di aprire una pagina su Facebook o un account su Twitter,  dovremmo riflettere su molti fattori. Non è questo il tema del post, per cui non mi dilungherò sulle strategie generali. Puntando allo specifico, penso che Twitter non debba duplicare la pagina di Facebook rilanciando propri post (quindi con una logica promozionale da Old Media) ma valorizzare la nostra presenza on line individuando e valorizzando le specificità del mezzo. Segnalare eventi tematici (non necessariamente solo di nostra produzione) in giro per il mondo, rilanciare post interessanti (taggando le fonti in modo che sappiano che li apprezziamo) e fare liveblogging durante i convegni a cui andiamo, perché i punti-chiave dei contenuti possano essere condivisi anche da chi non c’è, sono pratiche che vedono in Twitter lo strumento più efficace. Quello dei Social Media deve essere un uso consapevole e di ognuno occorre distillare le caratteristiche perché dialoghino con i nostri obiettivi interni. Rilanciare news e informazioni su twitter con la consapevolezza dei vantaggi di tag, hashtag e liste è un valore aggiunto e peculiare che non deve essere sprecato.

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